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Al locale quella sera
Era l'ultimo giorno di ferie natalizie, il giorno dopo si tornava al lavoro. Io e le mie amiche decidemmo di sperimentare per cena un piccolo locale della nostra città che aveva appena cambiato gestione. Faceva freddo e fuori la neve aveva cominciato a scendere lentamente. Appena arrivate notai subito il ragazzo dietro al banco: alto, delle stupende braccia xhe esprimevano forza, labbra sottili e denti perfetti, uno sguardo malizioso. Mi sorrise prima di tornare al lavoro. Per tutta la cena avvertii un leggero formicolio... non mi era mai successo, ma già avevo voglia di lui, di essere presa e scopata su quel bancone dove preparava i cocktail con quelle sue grosse mani. Sentire la sua pelle ruvida sul mio corpo, essere toccata, leccata, morsa in ogni dove. Per tutta la cena avvertii un caldo terribile... mi alzavo di continuo dal tavolo per passare davanti a lui, mettendomi in mostra, vogliosa di essere notata. Lui alzava lo sguardo e sorrideva compiaciuto, probbailmente pregustando la sua preda. Man mano che la serata giungeva al termine le mie amiche una alla volta abbandonarono il locale. Fuori la neve scendeva più forte. Io rimasi li fino all'ultimo... lui finalmente si liberò dal lavoro e mi si avvicinò, inziando a parlare. Il locale si svuotò e chiusero. Andavo via anche l'ultimo collaboratore rimanemmo soli... fu un attimo e fui sua. Si avvicinò a me con un gesto sicuro e mi prese stringendomi per i capelli, avvicinandomi il volta alla sua bocca. Con l'altra mano salii diretto alle mie mutande, dove da ore ero già completamente bagnata e vogliosa. se ne accorse subito e con un sorriso malizioso e fare sicuro mi spostò le mutande infilando due dita nella mia figa grondante umori. Emisii un gemito e lui tirandomi ancora più vicina mi disse: 'era questo che volevi stronza, vero?' mi bacio con foga, quasi con violenza inizinado amuovere le sue dita dentro di me con frenesia sempre più forte. Le faceva scorrere dentro e fuori, giocando con il mio clitoride, stuzzicandolo, stringendolo, pizzicandolo. La sua lingua mi percorreva il collo, le orecchie, la bocca, lasciandosi dietro una scia di saliva che a contatto sulla pelle mi procurava brividi in tutto il corpo. Io mi scuoteva in preda a una voglia grandissima di essere scopata. Dopo pochi attimi mi tirò giù dallo sgabello e mi ordinò ti tirarglielo fuori. Mi inginocchiai davanti a lui e gli calai i pantaloni e le mutande... il suo grosso cazzo era già durissimo. Mi fermai ad osservarlo golosa giusto pochi secondi prima che mi presa la testa e me lo sbettè in bocca, cominciando letteralmente a scoparmela.Iniziai a ingoiralo completamente, muovendo la lingua intorno al suo grosso arnese, mentre con la mano comincia a stuzzicarmi il clitoride, ormai bagnata fino alle cosce. Ogni tanto staccavo la bocca, iniziando a leccargli quello splendido cazzo partendo dalla palle, fino alla cappella dove ne disegnavo con la lingua il contorno, per poi rinfilarmelo tutto in gola, fino in fondo. Lui gemendo mi sussurrò 'sei brava stronza, così mi fai godere'. Continuai così alternando rimi deiversi finchè mi presa la testa e me la premette con forza sul suo cazzo, riempiendomi la gola con un getto di sperma caldo. Ingoia tutto rapida, alzandomi in piedi, leccandomi le labbra. Mi guardò compiaciuto e mi chiede 'cosa vuoi adesso?'. Quais implorandolo gli dissi 'scopami, voglio sentire quel tuo cazzo dentro di me'. Senza rispondere mi trascinò in cucina, sbattendomi a novanta sopra il bancone... mi spostò le mutande e con un colpo secco mi infilò tutto il suo cazzo, già di nuovo duro, dentro alla figa. Iniziò a scoparmi con forza, con movimenti veloci, mentre con una mano mi strizzava le tette e con l'altra mi teneva per i capelli, infilandomi ogni tanto un dito in bocca, che io succhiavo avidamente. I suoi movimenti erano sempre più forti, sentivo il suo cazzo entrare e uscire da me, sempre con più foga, per poi rientrare tutto, fino in fondo. Iniziò a urlarmi 'si stronza fammi godere, voglio aprirti questa figa vogliosa. Era questo che volevi vero? Avevi voglia del mio cazzo eh stronza? lo senti?'. Io ormai completamente eccitata, non capivo più nulla gli rispondevo ' si scopami, fammelo sentire tutto. voglio essere trombata ancora'. Mi prese e mi voltò, facendomi sedere sul bancone e aprendomi oscenamente le gambe. Con un altro colpo secco fu nuovamente dentro di me, ancora con maggiore foze, mentre mi leccava e mi stringeva le tette, osservandomi soddisfatto mentre gemevo scossa da un fortissimo orgasmo. Poi si staccò, girandomi di nuovo ed iniziò a far scorrere la mano dalla mia figa al mio culo dicendo 'voglio venirti nel culo stronza, voglio sfondarti questo bel culo'. Come risposta, ormai in preda ad un'eccitazione pazzasca, spinsi il sedere verso di lui. Ormai anche lui eccitatissimo punto il suo cazzo sul buco del mio culo e con un colpo secco fu dentro. Emisi un gemito di dolore per poi iniziare ad incitarlo. Lui iniziò a muoversi dentro il mio culo. I miei muscoli si contraevano stringendogli il cazzo, facendolo gemere di piacere. Iniziò a sculacciarmi con violenza, e a sbattermi sempre più forte. Io ormai urlavo di piacere, sbattendo sul piano al rtimo delle sue spinte. Con un grugnito diede l'ultimo colpo, fermandosi poi dentro di me, inondandomi il culo di sperma. Quando ebbe finito si stacco da me e si allontanò, lasciandomi con il suo sperma che mi colava giù per le gambe. Mi ricomposi e mi preparai ad affrontare la città ormai sommersa dalla neve che scendeva sempr più forte, pronta a non chiedere nulla e soddisfatta della scopata appena ricevuta. Mi fermo e mi disse 'vieni nel mio appartamento qui di fronte, non puoi tornare a casa'. Ci andammo e il seconod round fu ancora più interessante...

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