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Le tre professoresse. La professoressa di chimica.
Sono ormai quasi due settimane, praticamente, che convivo con Angelica. Le notti con lei accanto sono fantasmagoriche e sto quasi pensando di sposarmela. Sul serio! Puntualmente ogni mattina, insisto per volerla accompagnare di persona a scuola e recentemente ho notato un certo mormorio tra i suoi colleghi, vedendola scendere dalla mia auto e baciarmi.
Dei suoi colleghi nessuno mi è familiare, tranne una persona. Roberta, la puttana di chimica, come la chiamo e come l’ho sempre chiamata.
Roberta è una vera puttana, in entrambi i sensi, scolasticamente perché fa di tutto per farsi odiare dagli alunni, con interrogazioni a sorpresa e compiti in classe impossibili e nella vita perché, gira voce che suo marito, sia il più grande cornuto della città e che lei si faccia sbattere molto volentieri, da chiunque le vada a genio. La odio, la detesto e vorrei essere uno di quelli che se la può sbattere.

Roberta, sottolineava spesso il fatto che accompagnassi Angelica, con delle battutine ironiche che indirizzava spesso alla mia amata, ma io, avevo capito tutto, era colma di gelosia. A Roberta, Angelica non è mai andata a genio e non vedeva l’ora di sbattersi il suo nuovo compagno. Cioè io.
Un pomeriggio mi recai a riprendere Angelica a scuola, ma lei mi aveva avvertito con un messaggio che avrebbe tardato un po’. Decisi di aspettarla in macchina nel parcheggio davanti a scuola. Roberta comparì all’improvviso al mio finestrino. Minigonna di pelle nera, stivali neri, calze a rete, e una t-shirt bianca che evidenziava i suoi capezzoli. Si era tolta sicuramente il reggiseno dopo essere uscita da scuola. Quella troia tentò di abbordarmi, dicendo che se volevo spassarmela, lei mi avrebbe fatto godere di più della mia attuale fidanzata. Non ero sorpreso del fatto che non mi avesse mai riconosciuto, non le è mai fregato nulla dei suoi alunni. Non ero minimamente intenzionato a darle ascolto, ma con il massimo della tranquillità, allungò la mano e la appoggiò alla mia patta iniziando a massaggiarmi l’uccello come una vera puttana. Il cazzo mi si indurì immediatamente e nel mio cervello mi balenò l’idea di scoparmi quella troia succhiacazzi senza dire nulla ad Angelica. Accettai il suo invito.

Il pomeriggio seguente, mi ritrovo a casa sua.
La troia, mi apre con addosso l’accappatoio e quei fenomenali stivali neri. Appena entrato lei chiude a chiave e lascia cadere l’accappatoio. Indossa solo gli stivali. 1m70 capelli biondi lisci, lunghissimi, un corpo magrissimo, due seni a coppa di champagne, un culo a mandolino divino e un ciuffetto di peli biondi sulla vagina. Mi salta addosso e mi spoglia con violenza e in meno di due minuti ha gia il mio cazzo gonfio nella sua bocca e mi sta spompinando a più non posso. Si infila il mio cazzo fino in fondo alla gola e indietreggia fino alla cappella, su e giù avanti e indietro non si ferma più, le sborro in faccia e lei si spalma tutto il mio nettare sul viso per terminare succhiandosi le dita. “Leccami la figa ora” mi ordina perentoriamente. Inizio a leccargliela e le passo la lingua dapprima sulle grandi labbra e poi cerco di infilargliela sempre più in profondità, vado su e giù e le lecco tutta la parete vaginale instancabilmente, ma lei non ne ha abbastanza ed estrae un vibratore dal comò e se lo ficca tutto nel suo marmoreo culo a mandolino, urla di piacere, e mi impone di non fermarmi e di continuare a leccargli la figa. Dopo circa 10 minuti la lingua mi duole e sempre lei mi impone di masturbarla con il vibratore e di mettere la mia mano nel buco del suo culo completamente sfondato. Le infilo in vibratore nelle fica bagnata fradicia e la mia mano nel suo buco. La troia gode, gode e urla di piacere. Dopo altri 10 minuti passati a spaccargli il culo con la mano, il mio pene inizia a dare segni di ripresa, non faccio a tempo a notarlo io, che se lo è gia infilato in bocca e stiamo facendo un favolosissimo 69. Il mio cazzo è nuovamente duro. Mi metto sopra di lei e glielo infilo tutto, nessuna dolcezza, nessuno delicatezza, è una puttana e da grandissima troia puttana la tratto, e la cosa le piace da morire. Me la sbatto il più forte e il più violentemente possibile, la mia asta scompare completamente nella sua vagina slabrata, talmente slabrata che per poco non riesco ad infilarci anche le palle. Cambiamo posizione e me la sbatto a pecorina senza fermarmi un attimo.
Dopo essersi messa lei sopra ed essersi fatta sbattere violentemente anche in quella posizione, decide di prendermelo in mano e comincia nuovamente a spompinarmi, ha una gran voglia di sperma, la troia. Stavolta non la accontento, la giro nuovamente a pecorina e la inculo senza tregua. Me la sbatto come una qualsiasi cagna in calore. Lei è al massimo dell’estasi e viene sprizzando liquidi dappertutto, io nel frattempo le inondo quel fottutissimo culo di ottimo sperma.
Finalmente un attimo di tregua, si accascia accanto a me, e prendendomelo di nuovo in bocca esclama “Adoro il tuo cazzo, lo voglio ancora, ancora e ancora.”.
Dopo aver leccato tutto lo sperma che c’era sul mio cazzo, mi guarda dritto negli occhi e mi chiede: “Perché non mi hai mai baciato???” tutta mielosa e dolciastra ora. “Perché io non bacio le puttane” Rispondo. E’ lei che mi bacia, mi infila la lingua in gola e inizia a leccare con la sua abilissima lingua tutta la mia bocca, è una sensazione fantastica. Quella lurida troia ,bacia meglio della mia fidanzata. Non ci stacchiamo per 10 minti buoni. Alla fine ci alziamo, lei si toglie gli stivali, si rimette l’accappatoio, mi prende in mano il pene moscio e gli da un ultima leccata. “Io mi faccio una doccia, tu sparisci e non farti mai più vedere”. Mi rivesto, torno a casa da Angelica, ci baciamo, mi chiede dove sono stato e le porgo la collana che le avevo comprato di nascosto. Mi bacia di nuovo e la nostra vita sessuale procede come se non fosse mai successo nulla. Roberta non ha mai minimamente accennato di avermi scopato ed ha smesso di fare battute idiote quando ci vede insieme. Io e Angelica ,viviamo insieme e felici.

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